Visualizzazione post con etichetta tutorial. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tutorial. Mostra tutti i post

martedì 27 ottobre 2015

L'albero in autunno - una divertente tecnica di stampa

In queste giornate autunnali rispolvero un'attività fatta con i bambini di 5 anni lo scorso anno. 
Dalla finestra dell'aula si scorgeva la chioma del gelso del cortile e questo ci ha permesso di osservare cosa succedeva in ogni stagione.
Il lavoro che vi presento è la realizzazione grafica di ciò che vedevamo accadere in cortile in autunno fatta con una tecnica davvero divertente.
L'idea di questa tecnica l'ho presa dal bellissimo blog i colori di Laura (che vi invito a visitare perché ricchissimo di idee artistiche adatte anche a bambini piccoli). 
Per eseguire questo lavoro ho però dovuto fare una modifica rispetto alla tecnica di partenza, per adattarlo alle capacità dei miei piccoli alunni. L'idea originale prevedeva che il timbrino fosse montato su un guanto di lattice, ma dovendo lavorare con bambini di cinque anni ho appiccicato il timbrino direttamente sul dito, perché i piccoli artisti potessero avere un controllo migliore!
Vediamo passo per passo.

SERVONO

@ feltrini per sedie ( ho usato quelli di forma ampia e rettangolare)
@ tempera e pennelli
@ carta o altri supporti "stampabili"

Ho ritagliato la forma della foglia sul feltrino per le sedie, ho staccato la pellicola che protegge l'adesivo e ho poi usato l'adesivo per incollare la foglia appena creata direttamente sul dito dei bambini, trasformando le loro mani in timbri veri e propri.


Con la tempera e i pennelli i bambini hanno colorato il timbrino per poi stampare le foglie sull'albero da loro preparato in precedenza.
Consiglio di usare il pennello per modulare la quantità di tempera così da non "inzuppare" il timbro.

 

Dopo un po' dovrete comunque sostituire il timbro con uno nuovo perché man mano che si usa si bagna anche la parte adesiva.

Buon lavoro e buon autunno!


lunedì 28 settembre 2015

Riciclattolo allo yogurt

Riciclattolo allo yogurt


ingredienti

@ barattoli di plastica dello yogurt da un chilo vuoti e ben lavati (i "secchielli" di yogurt), con tanto di coperchio. Più ne avete e più divertente sarà giocare.

@ colore acrilico a scelta (ma consiglio una tinta scura)

@ carta adesiva colorata

@ pazienza qb

Lavare mooolto bene i barattoli perché perdano l'odore di yogurt.
Decorare l'esterno per renderli meno "commerciali". 
Io ho usato il colore acrilico per i coperchi e la carta adesiva per l'esterno per velocizzare la copertura. 
Per riuscire ad incollare la carta senza tante grinze consiglio di procedere tagliando piccole strisce larghe massimo dieci cm e assemblarle come fosse un collage.
Ora è pronto per essere usato.
Preparate altri barattoli con la stessa tecnica, quando i barattoli saranno a sufficienza dateli da giocare ai bambini.
Non servono spiegazioni!

E quando sarete stufi di usarli come giochi potete sempre usarli come contenitori per altri giocattoli!
...non si butta via niente...
possono diventare tamburi

oppure trasformarsi in opere d'arte




lunedì 4 maggio 2015

La fabbrica dei pom pom

Quest'inverno mi sono trovata a dover far costruire i nasi di una maschera da orso con i miei alunni del gruppo dei 5 anni.
Ogni bambino una maschera, ogni maschera un naso.
Totale 15 pom pom.

Costruire un pom pom richiede una certa dose di manualità, ma anche una quantità di tempo e concentrazione che non mi permetteva di proporre questa attività nella sua modalità classica (due cerchi di cartone forati al centro).
Così ho navigato un po' nel web e ho trovato diverse tecniche che rendono più semplice la realizzazione dei pom pom.
Rielaborando le cose viste in rete ho arrangiato un piccolo telaio fatto da una sedia della classe ed è cominciata la produzione!




Mi piace questa tecnica perché permette ai bambini di lavorare in autonomia, l'unico mio intervento è stato necessario quando sono stati fatti i nodi perché dovevano essere ben tesi e quindi è servita la forza di una mano più "vecchia".



Per prima cosa si è arrotolata una bella matassa attorno alle gambe della sedia, questo lavoro è più semplice se fatto in due passandosi la matassa senza che si annodi.


Quando abbiamo raggiunto uno spessore sufficiente (qui interviene il vostro gusto: c'è a chi piacciono pom pom leggeri e a chi piacciono pom pom "cicciotti") è stato sufficiente legare la matassa con un piccolo pezzo di lana, cercando di mantenere una distanza uguale tra un nodo e l'altro.



Infine i bambini hanno tagliato la lana a metà tra un nodo e l'altro. Un taglio netto.



Si sono "pettinati" i pom pom e si sono tagliati i fili rimasti più lunghi.



Et voilà! Pom pom a tempo di record!

Buon lavoro!





















martedì 17 febbraio 2015

Progetto Spiderman


"E perché Spiderman è da maschi?!?!?"
Con queste parole la piccola e dolce G risponde alla vecchietta che le si avvicina per farle i complimenti per il costume mentre passeggiamo fino al parcogiochi. 
Ahimé, mentre la signora si complimenta per il vestito cucito a mano le sfugge un commento di genere che la mia piccola quattrenne-femminista non apprezza e 
a cui risponde con quella freschezza e naturalità che si possono avere solo a 4 anni.
Io indietreggio, mi sembra che la bambina se la cavi egregiamente anche senza di me...
Mi pare che la signora mi lanci uno sguardo del genere "che tipina la sua bambina", ma fingo di non vederlo mi giro verso G e le dico : "ora saluta la signora, dobbiamo andare".
E' davvero raro che G tenga testa a qualcuno, soprattutto se adulto.
Il commento della signora la deve aver colpito nel profondo.

G è affascinata dal mondo maschile, i giochi "da maschio" sono per lei una grande attrazione. 
E' quella passione che si ha per l'ignoto, lo sconosciuto, perché la maggior parte del tempo G lo passa a giocare con amiche femmine a giochi più "femminili", ma da qualche tempo subisce il fascino del mondo maschile della sua età e Spiderman è il simbolo di questa sua nuova passione.

Al momento a G non interessa se un gioco è da maschio o da femmina, 
per ora le sue categorie di riferimento sono "mi piace" o "non mi piace".
E non ci vedo nulla di male.
Quindi quando mi ha chiesto di farle un costume di carnevale da Spiderman
 le ho chiesto solo se voleva la maschera di stoffa o se preferiva dipingersi il viso.
E così da sabato gira per casa uno Spiderman 
a cavallo di una scopa (???) che talvolta indossa, 
oltre allla maschera, anche una corona da principessa o un cappello da Babbo Natale!
...Non ci facciamo mancare nulla...

Per fortuna ci sono i bambini che sanno
 cavalcare e reinventare 
gli schemi degli adulti con una leggerezza disarmante...


L'idea del costume è preso da questo sito.

Siccome è un sito in inglese e siccome le informazioni che offre sono molto generali mi sono permessa di fare un tutorial in italiano un po' più dettagliato dell'originale.
E' davvero davvero semplice e la cosa grandiosa è che si può indossare anche sopra la giacca!
Ho usato un tessuto di pile, ma anche il feltro va benissimo. 


Ritagliate un poncho senza maniche usando come misura delle spalle 
quella della giacca del vostro bambino/a


tagliate il collo a forma di T e se volete renderlo più resistente rifinitelo 
con la macchina da cucire usando un punto piccolo e compatto


tagliate gli elementi blu 


posizionateli sul fronte e sul retro


rispetto al modello originale ho voluto aggiungere anche il retro: blu con un ragno arancione.
Cucite le applicazioni blu sulla base arancione

 

con un pennarello per la stoffa decorate fronte e retro con una ragnatela

 

cucite i due ragni: blu sul fronte e arancione sul retro


la maschera con filo elastico


Ed ecco il risultato finale!
Non scordate di aggiungere delle fibbie per tenerlo legato ai fianchi di modo che non svolazzi.

 


Buon Martedì Grasso!

martedì 13 gennaio 2015

Costruzioni di sughero



Quella che vedete qui sopra è l'opera di un mio piccolo alunno che, soddisfatto del suo lavoro creativo, mi ha chiesto di fotografare il risultato perché poi lo avrebbe dovuto smontare.

A volte è difficile per un bambino doversi separare dalla sua opera, che per quanto ben congegnata e assemblata è provvisoria. E' la dura legge della scuola dell'infanzia: dove si impara ad usare le cose insieme e dove una costruzione non può essere mai permanente, perché quei pezzi verranno presto usati da un altro compagno per creare qualcosa di nuovo.

L'autore dell'opera, da bravo cinquenne che sguazza da quando è nato nella tecnologia e che probabilmente saprebbe spiegarmi delle funzioni del mio cellulare che neanche io conosco, ha trovato il modo semplicissimo di rendere la sua opera indistruttibile: "Maestra fai una foto".
Nel suo piccolo: un'idea geniale.
Mai sentito parlare dei nativi digitali? Forse è tempo che impariate a conoscerli se vicino a voi scorrazza un frugoletto nato in questi anni...

E una volta fatta la foto? Mi sembra giusto dirvi come è andata a finire.
Ho fatto vedere al bambino la sua foto, ma gli ho spiegato che non potevo stamparla o conservarla per lui (se tra i bambini si sparge la voce che possono avere le foto di ogni loro ideazione è finita: avrei la memoria della macchina fotografica completa in un quarto d'ora!!!...non riuscirei più a lavorare...).
Però gli ho dato un foglio e una matita e gli ho proposto di ricalcarlo o di ricopiarlo e di portarsi a casa il foglio.
(Eh!eh!...io non appartengo alla generazione dei nativi digitali...la carta ha per me sempre il suo fascino...).
Lui soddisfatto ha acconsentito ed è iniziato un secondo lavoro artistico.

La foto l'ho poi conservata per mostrarvi questo gioco fatto di materiale di recupero che ha davvero appassionato i miei piccoli alunni del gruppo dei cinque anni.
Spero possiate riutilizzarlo in altre case, in altre scuole...
Perché si sa: i giochi migliori sono quelli nati dal nulla.

SERVONO

@ tappi di sughero
@ velcro
@ spilli normali e di quelli che si usano per il patchwork
@ colori acrilici

Ho dipinto i tappi di sughero con il colore acrilico (non è fondamentale, ma a me piaceva)
Ho tagliato dei riquadri di velcro che ho fissato alle estremità dei tappi usando degli spilli come fossero chiodi. Su ogni angolo del riquadro di velcro ho piantato uno spillo.
Su alcuni tappi ho poi aggiunto una striscia di velcro anche al centro, in questo caso l'ho fissata con gli spilli da patchwork, che sono più corti.
Ho fatto attenzione ad alternare nei tappi la presenza della parte ruvida e soffice del velcro, in modo da favorire gli accoppiamenti tra i pezzi

E via alle costruzioni: 2D e 3D!









Ricordate di scattare una foto
 quando avrete finito!  ;)






Vi lascio altri 3 buoni motivi per non buttare i tappi di sughero:
un presepe
una casetta per gli uccellini
un domino

lunedì 22 dicembre 2014

Come sopravvivere all'albero di Natale

Decorare l'albero di Natale può essere rilassante, creativo, romantico, giocoso...
oppure un vero incubo.
Da quando S è entrata nella categoria camminatrice-arrampicatrice-scatenata quell'angolo del salotto così natalizio, così ricco di atmosfera è in realtà un piccolo concentrato di disastri a portata di mano.

Chiunque conviva con un cucciolo di 1 o 2 anni sa che è impossibile per un bambino rinunciare al richiamo distruttivo di campanelle, lucine e penzolini luccicanti.
Non è che ce l'ha con te.
E' che l'albero di Natale è davvero irresistibile.

E allora bisogna inventarsi uno stratagemma.

Rinunciare all'albero? Guai!
E chi lo spiega a G? E' da mesi che aspetta di decorarlo...

Ci vuole un diversivo e un po' di astuzia.

Capitolo primo: l'astuzia.
Il nostro albero è un abetino vero in vaso. Solido contro gli attacchi e soprattutto pesante abbastanza da non essere ribaltato.
Dato che S è affetta da "udito selettivo"
(l'udito selettivo è un udito che 
seleziona accuratamente le parole da captare, 
alcune parole vanno perse, 
non è colpa di nessuno. 
Tali parole appartengono soprattutto all'area della negazione:
 ovvero il "no" si scontra contro una parete impenetrabile 
e non raggiunge mai il timpano di chi è affetto da tale disturbo.
 I primi sintomi si manifestano già in tenera età. 
La ricerca ha fatto grandi passi avanti, 
ma per ora si è lontani da una cura efficace.)
Dicevo... dato che S è affetta da "udito selettivo" può capitare che un semplice milione di "no" non sia la soluzione più tempestiva. Così abbiamo attuato la strategia del nascondi-addobbo: consiste nell'ancorare con del sottile fil di ferro gli addobbi in luoghi impenetrabili della chioma dell'alberello, lasciando sui rami più esterni innocue decorazioni di feltro.
Dopo essersi punta un po' di volte S ha desistito e il numero degli "attacchi all'albero" è decisamente diminuito.

Capitolo secondo: il diversivo.
Qui entra in gioco la macchina da cucire che un bel mattino mi ha permesso di preparare una luccicante-sonagliante-brillante e soprattutto una liberamente smontabile alternativa all'albero di Natale.

Troverete tante foto su internet che ritraggono alberi di feltro a cui attaccare piccoli oggetti col velcro.
Eccovene alcuni esempi:
albero a parete
albero tridimensionale

La nostra variante è studiata per la fascia d'età 1-4.
La distribuzione dei compiti è chiara, netta ed inequivocabilmente legata all'età: chi ha 1 anno, o poco più, e ha un' innata propensione alla distruzione SMONTA, chi ha 4 anni, o poco più, e ha un'innata propensione all'ordine maniacale RIMONTA.

Due bambine contente con un unico manufatto!

breve tutorial?


SERVONO

@ bottoni
@ stoffa
@ ovatta per imbottitura
@ feltro
@ campanelli
@ nastri
@ necessario per cucire

Ho tracciato la sagoma di un albero, poi ho riempito la stoffa con l'imbottitura semplicemente piegando il tessuto a metà e appoggiando al centro l'imbottitura.


Ho cucito lasciando che l'ovatta per l'imbottitura spuntasse all'esterno per creare un finto effetto neve.



Con dei nastri ho fissato i campanelli.
Ho cucito all'albero i bottoni e ho ritagliato delle figure di feltro (stelle, palle, fiocchi, casette...) tagliando un'asola al centro di ogni figura perché fosse possibile abbottonarla all'albero.
Infine con un elastico largo un paio di cm ho fissato l'albero all'anta dello sportello della cucina.


Il resto l'anno fatto G ed S interpretando alla perfezione i ruoli di smotatrice e rimontatrice.
 



...e per ora regna la pace...

domenica 7 dicembre 2014

Lanterne natalizie



Esiste una bella tradizione nella nostra famiglia portata da papà M: la sera della Vigilia di Natale si cena a lume di candela.

Nella mente di G la casa al buio illuminata solo dalle candele si è stampata come una memoria indelebile; ancora dopo un anno ti racconta rapita la sera della Vigilia dell'anno passato.

Così ieri, quando abbiamo riaperto le polverose scatole dove riponiamo gli oggetti per addobbare l'albero, appena G ha visto alcune lanterne le è tornato subito alla mente questa magica serata.

Questa volta però G è abbastanza grande per preparare anche lei delle lanterne per quella sera.
Ne abbiamo dipinte tre, con tecniche diverse.

La prima è stata dipinta con tempera e cotton-fioc per ricreare l'effetto della neve.



La seconda è una lanterna "total white" dove abbiamo lasciato solo una finestrella a forma di stella fatta con del nastro adesivo di carta che abbiamo poi tolto quando la vernice si è asciugata.









La terza è stata liberamente interpretata da G che ha disegnato il materasso dove vivono le pulcette del libro "Nel paese delle pulcette" (folgorante libro di Beatrice Alemagna che consiglio di leggere) : perché anche a Natale è possibile fare variazioni sul tema!



E' un'attività davvero facile e rapida. La proporrei dai 2 ai 5 anni e più.

sabato 8 novembre 2014

Non buttate quel tappo di sughero!

Un po' di anni fa la mia mamma mi disse che da quando avevo cominciato a lavorare (vivevo ancora coi miei a quel tempo) la produzione di spazzatura della mia famiglia si era dimezzata.

Va be' esagerava...

Però c'è da ammettere che, anche se la produzione di rifiuti non era cambiata col mio ingresso nel mondo del lavoro, qualcosa però era cambiato: si era creato un centro di riciclaggio e trasformazione dei materiali che rimetteva in circolo tappi di sughero, bottiglie, imballaggi, barattoli e scatole per tutti i gusti.

Ed io ero il capo indiscusso di quel centro di riciclaggio!  He!He!   ;)

Le abitudini non si perdono col tempo, anzi a volte sono contagiose... Ancora pochi giorni fa il mio fratello più piccolo, che vive a casa con i miei, prima di buttare un tappo di sughero in mia presenza, ha alzato lo sguardo e mi ha chiesto "Ma questo te lo devo tenere?"
"Ahahahaha!" - ho pensato - "ho stressato per anni con sta faccenda che oramai nessuno vuole buttare via qualcosa sotto il mio sguardo!"

Non pensate che sia un'accumulatrice seriale!
Semplicemente sono cosciente che le nostre case e i nostri stili di vita, per quanto attenti e "leggeri" producono tanto di quel materiale di riciclo pulito che è un peccato non accorgersene.
Questo poi va unito al fatto che lavorando con i bambini ho sempre bisogno di materiale destrutturato, libero di essere manipolato, trasformato, riletto, reinterpretato...
Basta pensare a Reggio Children, ai progetti Re Mida sparpagliati in tutta Italia e capirete perché non posso permettermi di buttare via oggetti preziosissimi!

Ma tornando a quel tappo di sughero, e agli altri che la mia 
paziente famiglia mi aveva tenuto da parte, 
ecco cosa ne ho fatto:
UN DOMINO


Appunti per la realizzazione:

@ Per lo schema del domino, così non fate abbinamenti a caso, potete guardare qui oppure seguire lo schema-colore della foto qui sotto.


@ Per tagliare le "fette" di sughero sappiate che ho usato l'affettatrice. 



Non usate le mani nude, usate sempre la maniglia dentro cui si incastrano i salumi!


@ Per ottenere colori più brillanti e coprenti vi consiglio di usare gli acrilici.

E ora buon divertimento!




 -Se cercate un modo creativo di usare i tappi di sughero potete ispirarvi al nostro presepe 
 -Se volete saperne di più su l'uso di materiale destrutturato con i piccolissimi potete guardare qui.
 -Se volete costruire una casetta per gli uccellini tutta di sughero eccovi un tutorial